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Le cause del disatro
L'emergenza acqua è dovuta a una congiuntura
di fattori:
1) L'Aumento della popolazione mondiale comporta una
sempre crescente richiesta di questa risorsa.
2) L'inquinamento causa l'esclusione di importanti
fonti di approvvigionamento:
a. Gli scarichi civili riversano nei fiumi una tale
quantità di materia organica da bloccare
le naturali potenzialità autodepurative dell'acqua.
b. Gli scarichi industriali riversati direttamente
nei fiumi o in mare, o che arrivano indirettamente
a fiumi e laghi attraverso le precipitazioni metereologiche.
c. I fertilizzanti e i pesticidi usati in agricoltura
provocano l'inquinamento delle falde acquifere. |
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3) I cambiamenti climatici globali. L'effetto
serra causato dall'aumento della concentrazione
di
CO2 nell'atmosfera ha infatti gravi ripercussioni
sull'assetto idrico del pianeta. Nelle regioni
aride comporterà un aumento annuo della
temperatura con conseguente calo delle precipitazioni
del 10% circa. Mentre nelle regioni a clima freddo
o temperato porterà a un aumento delle
precipitazioni nei periodi invernali (di 2-3 volte)
e a una loro diminuzione del 20-40% nei periodi
primaverili.
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Sebbene l'acqua sia un bene rinnovabile, dunque, la
carenza delle risorse idriche, unita ad forte aumento
dei consumi (in seguito ad uno sviluppo evidentemente
insostenibile), ha portato a una riduzione drammatica
della disponibilità di acqua pro capite (dal
1950 al 2000 la media è scesa dai 16.800 metri
cubi ai 6.800) e soprattutto ha inasprito le naturali
disuguaglianze nella distribuzione dell'acqua. Tutto
ciò ha dato vita ad una situazione in cui, mentre
pochi popoli (e poco numerosi) sono in grado di sfruttare
e sperperare enormi quantità d'acqua, un numero
sempre crescente di persone è tagliato fuori
in maniera sempre più massiccia da questa indispensabile
risorsa di vita. A determinare fortemente la possibilità
di accedere all'acqua sono infatti le risorse economiche
e tecnologiche di un paese.
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