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IN ITALIA
L´Italia ha una disponibilità teorica
annua di 155 miliardi di metri cubi d´acqua ogni
anno, pari a 2.700 metri cubi annui per abitante. La
cifra nella realtà si abbassa a 920 metri cubi
annui per abitante, a causa della cattiva gestione della
risorsa e alla scarsa pianificazione del territorio.
In Italia vengono usati ogni anno 42 miliardi di metri
cubi di acqua. Di questi, 20.137 milioni sono usati
per l´agricoltura, 7.940 per uso civile, 7.986
per uso industriale e 5.919 per scopi energetici.
La rete idrica, a causa delle sue cattive condizioni,
sperpera circa il 39% dell´acqua che porta.
Solamente il 65% circa del carico inquinante in Italia
è trattato da impianti di depurazione.
Attualmente città come Milano e Firenze non
hanno impianti di depurazione in esercizio.
Il 50% dei fiumi italiani risulta inquinato o fortemente
inquinato. Solo il 7% dei fiumi risulta non inquinato.
Un terzo degli Italiani non gode ancora di un accesso
regolare e sufficiente all´acqua potabile, pur
essendo l´Italia il paese dell´Unione europea
con il tasso di consumo d´acqua pro capite per
usi domestici più elevato [78 mc all´anno
per abitante].
La percentuale della popolazione in difetto va dal
53,8 % della popolazione totale in Sardegna all´88,4
% in Molise e in Calabria. I dati relativi alle altre
regioni del Mezzogiorno sono Sicilia 55,3 %, Basilicata
64 %, Puglia 69,4 %, Campania 82,4 %, Abruzzo 71 %.
Il 50% dei prelievi è destinato a usi irrigui
ma la produttività dell´acqua usata nell´agricoltura
è fra le più basse dell´Unione Europea.
Se si pensa che le superfici agrarie effettivamente
irrigate in Italia sono state nel 1999 di 2,7 milioni
di ettari, l´acqua allocata ad usi irrigui corrisponde
ai bisogni domestici di 540 milioni di persone [180
città come Roma], quasi dieci volte la popolazione
dell´Italia.
Il 30% degli abitanti dei capoluoghi di provincia è
ancora priva di un sistema di depurazione delle acque
reflue. Sono rare le città del Sud dove la depurazione
supera il 25% delle acque reflue.
Entro il 2004, grazie all´impegno di 150 comuni
su 1500, la Lombardia si potrà esprimere con
un referendum abrogativo della legge regionale sulla
privatizzazione della gestione del sistema idrico.
L´Italia è l´unico paese al mondo
che ha definito per legge la privatizzazione delle risorse
idriche, attraverso l´articolo 35 della Finanziaria
2002.
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