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La leggenda di Kea
In Oriente la balena è associata al concetto
di divinità e di aiuto per la popolazione.
In Giappone, ad esempio, era considerata una delle cavalcature
del dio del mare. In Vietnam le sue ossa sono venerate
come amuleti, perché l'animale è considerato
una divinità del mare che guida le barche, aiutandole
a salvarsi dai naufragi.
In Islanda, poi, è vista anche come una guida
per la pesca (attività fondamentale per il sostentamento
della popolazione), al punto che molestarla era proibito
dalla legge.
La leggenda di Kea si inserisce in questo filone interpretativo.
Il giovane Kea viaggiò nel ventre di uno squalo
sino all'isola di Vanoi, isola che egli scoprì
popolata solo da donne, le quali procreavano fecondandosi
con radici che crescevano lungo il mare.
Kea dapprima si nascose, e in seguito rivelò
la sua presenza solo a Hina, la capotribù, di
cui finì per diventare l'amante. Il loro amore
continuò di nascosto dalle altre donne dell'isola.
Quando Hina gli disse che per partorire le donne morivano
per mano di due divinità venute dal bosco, Kea
le spiegò il modo in cui far nascere figli senza
conseguenze per la madre e da allora le donne diedero
normalmente alla luce i loro figli.
Un giorno Hina e Kea si resero conto che stavano invecchiando;
la donna gli disse allora di immergersi nell'acqua secondo
un rituale che li avrebbe fatti ringiovanire
ma
mentre Hina tornò giovane, il rito non ebbe alcun
effetto su Kea. Resosi conto che egli sarebbe invecchiato
sempre più, al contrario della sua compagna,
decise di far ritorno alla sua isola.
Hina chiamò allora suo fratello Tunua-nui, ovvero
Grande Balena, affinché lo trasportasse fino
a casa. Ma giunti lì il cetaceo si arenò
e fu preda degli indigeni che lo uccisero e lo mangiarono.
In seguito Hina diede alla luce il figlio di Kea. Il
ragazzo, una volta cresciuto, chiese di poter andare
alla ricerca del padre e la madre glielo concesse, facendolo
accompagnare da suo fratello minore, Tunua-iti, cioè
Piccola Balena.
Il ragazzo fu così trasportato nell'isola paterna.
Gli indigeni provarono nuovamente a catturare il cetaceo,
ma Piccola Balena riuscì a non arenarsi e, anzi,
trascinò gli indigeni in mare e li fece annegare,
vendicandosi così della morte del fratello.
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