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AQUASAVE - LA CASA SALVA ACQUA

Si chiama Aquasave ed è un progetto pilota per la realizzazione di abitazioni capaci di risparmiare acqua.
Finanziato per il 50% dall'Unione Europea, il progetto Aquasave è stato realizzato con il coordinamento dell'Enea, in collaborazione con il Comune di Bologna e la Regione Emilia Romagna e punta a dimostrare come sia possibile razionalizzare l'uso dell'acqua applicando alcune tecnologie di riduzione dei consumi. Si tratta di sistemi di riuso dell'acqua piovana e di riciclo delle acque grigie che permettono di raggiungere un risparmio di acqua potabile di circa il 50%, oltre ad un risparmio complessivo di risorse energetiche ed ambientali.
Il progetto Aquasave nasce dall'osservazione che solo la minima parte del consumo giornaliero di acqua potabile di un italiano (al primo posto per il consumo domestico di acqua in Europa) è destinato ad attività come bere, cucinare, lavare cibi e lavarsi, mentre la maggior parte dell'acqua viene utilizzata per la pulizia della casa, la lavatrice, la lavastoviglie e per gli apparecchi sanitari. Usi quindi che non richiedono necessariamente l'utilizzo di acqua potabile.
Con l'obiettivo di diversificare le fonti di acqua in base agli utilizzi, gli otto appartamenti di una palazzina bolognese sono stati dotati di tre sistemi di distribuzione di acqua, abbinando alla rete per l'acqua potabile tubazioni per l'utilizzo delle acque piovane e delle acque grigie.
Le acque piovane vengono raccolte da cisterne sui tetti e, dopo essere state filtrate e disinfettate, vengono impiegate nelle lavatrici e nelle lavastoviglie. Il risciacquo finale è comunque sempre fatto con acqua potabile in modo garantire l'igiene sanitaria. L'utilizzo di acqua piovana per questi usi ha anche altri vantaggi: l'acqua piovana ha infatti la caratteristica di una bassa durezza e richiede quindi un consumo inferiore di detersivi, contribuendo così a ridurre anche l'inquinamento delle acque di scarico.
Le acque grigie vengono invece raccolte dai lavandini, dalle docce e dalle vasche da bagno per mezzo di una rete appositamente dedicata e, una volta filtrate, sono utilizzate nello sciacquone che richiede rilevanti quantità d'acqua (l'acqua grigia alimenta così il 23% dell'acqua usata per lo scarico).
Gli appartamenti sono inoltre dotati di una serie di strumenti per il risparmio idrico come scarichi con vasi che richiedono solo 3.5 litri di acqua contro i 9 litri dei sistemi tradizionali e con cassette dotate di doppio tasto; rubinetti dotati di sistema di iniezione di aria nell'acqua e con manopole a due corse; lavatrici che richiedono solo 60 litri contro i 100 litri per ciclo utilizzati per il tradizionale lavaggio degli indumenti e lavastoviglie che richiedono 14 litri invece dei 20 litri per ciclo utilizzati da quelle tradizionali. Infine per favorire un ulteriore risparmio di risorse sono stati dati agli utenti anche suggerimenti utili e una apposita apparecchiatura che permette il controllo della riduzione dei consumi direttamente all'inquilino.
A distanza di un anno, i risultati hanno evidenziato un risparmio del 50% di acqua potabile. Di questa, il 30% grazie ai componenti a basso consumo di acqua; il 15% per mezzo del riuso dell'acqua grigia e il 5% dall'uso di acqua di pioggia.
Risultati incoraggianti che fanno sperare in un futuro utilizzo dell'acqua decisamente più intelligente.