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A VOLTE SFOCIANO E A VOLTE NO

Forse il pianete Terra dovrebbe chiamarsi acqua visto che per il 90% è composto da acqua. Acqua che però è per il 97% salata e per il 2% congelata nella calotte polari e nei ghiacciai. Quindi solo una frazione del 1% è disponibile per usi civili, agricoli e industriali. Brutte notizie visto che continuiamo imperterriti a bistrattare e a inquinare in modo irreversibile una risorsa non rinnovabile e che non potrà mai aumentare. Chi infatti dispone di acqua dolce la consuma con eccessiva disinvoltura e questo vale soprattutto per l'agricoltura che assorbe il 70% di quel 1% di acqua disponibile. Si tratta perlopiù di irrigazione incontrollata e dispersiva che minaccia le maggiori riserve come fiumi, laghi e paludi. In Italia per esempio molti fiumi hanno cambiato il loro stato diventando "lunatici" e imprevedibili, più comunemente chiamati a carattere torrentizio (secca in estate e piena in inverno). Altri come ad esempio il Licenza, nella valle dei Monti Lucretili nel Lazio, sono letteralmente scomparsi, prosciugati. Il fiume Giallo in Cina, abbondantemente sfruttato per usi agricoli, civili e industriali, negli ultimi dieci anni ha difficilmente raggiunto il mare. E ancora in America del nord oltre al fiume Colorado, che spesso non arriva nel Golfo di California, anche il Rio Grande si comporta come un torrente e nel 2001 si è seccato prima di giungere nel Golfo del Messico. Grazie al nostro spreco, a volte sfociano e a volte no.